WWF OASI

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2 FEBBRAIO: LE OASI WWF FESTEGGIANO LE ZONE UMIDE

Il 2 febbraio si festeggia in tutto il mondo il World Wetland Day,  la giornata delle zone umide di importanza internazionale (Convenzione di Ramsar). Le zone umide sono tra gli ambienti più ricchi di biodiversità ma sono anche gli ambienti più minacciati dai cambiamenti in atto.

Sono gli  ecosistemi con la più alta biodiversità sulla Terra  e agiscono come spugne giganti in grado di assorbire l’acqua delle precipitazioni, stoccandola e restituendola nel tempo. Svolgono anche un ruolo cruciale nel depurare le acque in quanto assorbono sostanze chimiche, filtrano gli inquinanti e i sedimenti, abbattono le sospensioni e neutralizzano i batteri pericolosi. Sono fonte di cibo e di attività economiche, fondamentali, come la pesca e il turismo.  Le zone umide sono luoghi fondamentali per la tutela degli uccelli acquatici, sono serbatoi di vita, fornendo acqua e cibo a milioni di persone nel mondo. Rappresentano sicure vasche di espansione fondamentali per raccogliere le copiose acque piovane, sono importanti tamponi per i cambiamenti climatici, sono anche grandi polmoni al pari delle foreste per intrappolare l’anidride carbonica. E sono particolarmente indicate per l’educazione ambientale. Sono infatti ambienti che si prestano all’osservazione della vita selvatica , al racconto d’importanti  fenomeni  come quelli migratori, al rapporto tra conservazione  e attività di sviluppo. Sono anche tra gli ambienti più minacciati del Pianeta. Si stima , infatti, che la superficie delle zone umide nel mondo sia diminuita del 71% a partire dal 1900. Un arretramento per molti versi drammatico. Tanto che dal 1971 è in vigore un’apposita Convenzione internazionale a loro tutela. Prende il nome di Ramsar, dalla città in Iran, dove è stata siglata. La quale prevede la designazione di zone umide di valore internazionale. Ad oggi sono 169 i Paesi che hanno aderito alla Convenzione per un totale di 2.250 siti, che consentono la protezione di circa 215.000 ha.

In Europa è scomparso il 90% solo nell’ultimo secolo. Dei circa 3 milioni di ettari originari, all’inizio del ventesimo secolo ne restavano meno della metà, 1.300.000 ettari.  In Italia il colpo finale è stato dato tra l’800 e il 900 (lago del Fucino, bonifiche delle paludi pontine, tanto decantate da Goethe nel suo Viaggio in Italia, le zone umide ferraresi).

In Italia oggi sono 52 le Zone Ramsar, distribuite in 15 Regioni, per un totale di 58.356 ettari. Inoltre sono stati emanati i Decreti Ministeriali per l’istituzione di ulteriori 13 aree e, al momento, è in corso la procedura per il riconoscimento internazionale:  le zone Ramsar in Italia saranno dunque 65 e ricopriranno complessivamente un’area di 78.969 ettari. Oltre al fascino dei paesaggi lagunari solo in Italia queste aree offrono rifugio a 192 specie di uccelli, il 31% di tutte quelle che vivono in Italia, la maggior parte delle quali sono migratrici.

Per il 2 febbraio, molte Oasi WWF hanno programmato eventi speciali dal nord al sud del paese. Fino al 4 febbraio sarà possibile ammirare fenicotteri, cavalieri d’Italia, svassi, anatre selvatiche, aironi che proprio in questo periodo si concentrano nelle nostre zone umide. Il WWF, grazie al Sistema delle Oasi, gestisce direttamente o in collaborazione con altri enti la rete di aree umide più diffuso in Italia: circa 70 aree, 10 delle quali sono Zone Umide d’importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar.

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